Il Progetto di Vita : nessi tra simulazione e realtà
437-449 p.
Nel contesto socioeconomico contemporaneo, governato da metriche di efficienza e da un'idea quasi "performativa" del lavoro, l'inclusione professionale delle persone con disabilità si confronta con dispositivi culturali e organizzativi che tendono a normalizzare la differenza anziché specializzare la normalità. Il presente saggio tenta di proporre una cornice teoricoâÂÂmetodologica unitaria per la transizione scuola-lavoro fondata sulla prospettiva bioâÂÂpsicoâÂÂsociale (ICF), sul principio di accomodamento ragionevole (CRPD) e sulla progettazione universale per l'apprendimento (UDL). Dopo aver analizzato i meccanismi del pregiudizio e il passaggio dal "dovere" al "diritto", si argomenta il valore del lavoro quale dispositivo identitario e di cittadinanza, la funzione della scuola e dei P.C.T.O. come ponte formativo, il ruolo "ambivalente" e continuativo del tutor (scolastico, aziendale e dei pari) e la necessità di reti interistituzionali orientate a un welfare relazionale. Si discutono infine le
implicazioni per l'orientamento e per la prevenzione della dispersione, offrendo un set di indicazioni operative per integrare PEI, P.C.T.O. e collocamento mirato in un disegno coerente di Progetto di Vita. [Testo dell'editore]
In the contemporary socio-economic context - governed by efficiency metrics and an almost "performative" conception of work - the professional inclusion of persons with disabilities confronts cultural and organizational dispositive that tend to normalize difference rather than re-design normalcy. This essay advances a unified theoretical-methodological framework for the school to work transition grounded in the bio-psycho-social perspective (ICF), the principle of Reasonable Accommodation (CRPD), and Universal Design for Learning (UDL). After examining the mechanisms of prejudice and the shift from "duty" to "right," it argues for the value of work as an identity-forming and citizenship-enabling device; for the role of schools and of the P.C.T.O. (Pathways for Transversal Skills and Orientation) as a formative bridge; for the "ambivalent" and ongoing role of the tutor (school-based, workplace-based, and peer); and for the need to build inter-institutional networks oriented toward a relational model of
welfare. Finally, it discusses implications for career guidance and for the prevention of school disengagement and dropout, offering a set of operational recommendations to integrate the Piano Educativo Individualizzato (PEI, Individualized Education Plan), P.C.T.O., and targeted job placement within a coherent Life Project design. [Publisher's text]
Fa parte di
Education Sciences & Society : 2,2025-
Articoli dello stesso fascicolo (disponibili singolarmente)
-
Informazioni
Codice DOI: 10.3280/ess2-2025oa21200
ISSN: 2038-9442
MATERIE
PAROLE CHIAVE
- Formazione,Inserimento lavorativo,Progetto di Vita
- Training,Job Placement,Life Plan
