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Semplessità e Progetto di Vita tra arti e tecnologie didattiche : traiettorie inclusive

2025 - Franco Angeli

349-374 p.

Il contributo esplora il paradigma della semplessità quale chiave ermeneutica per governare la complessità insita nella costruzione del Progetto di Vita delle persone con disabilità, collocandosi nel solco delle più recenti riflessioni pedagogiche e normative. Muovendo dall'evoluzione del quadro legislativo e dall'adozione del modello bio-psico-sociale, l'articolo mette in luce la necessità di superare approcci riduzionisti o rigidamente lineari, riconoscendo nella semplessità, una traiettoria operativa capace di tradurre la pluralità in eleganza funzionale. Le arti e le tecnologie didattiche emergono come mediatori semplessi , strumenti vicarî che generano partecipazione, simbolizzazione e progettualità, restituendo centralità alla corporeità e alla dimensione relazionale dell'apprendere. In tale prospettiva, il Progetto di Vita non è documento statico, ma opus aperta , narrazione esistenziale in continuo divenire, in cui deviazioni, anticipazioni e mediazioni si intrecciano in un cammino rizomatico. La

semplessità si configura, dunque, non solo come paradigma epistemologico, ma come habitus etico ed estetico , orientato a rendere l'educazione ars vitae , capace di sostenere la dignità e l'autodeterminazione di ciascuno. [Testo dell'editore]

The paper investigates the paradigm of semplessità as an hermeneutic key for governing the complexity inherent in the construction of the Life Project for persons with disabilities, situating itself within the framework of recent pedagogical and normative reflections. Building on the evolution of the legislative framework and the adoption of the bio-psycho-social model, the article highlights the necessity of transcending reductionist or rigidly linear approaches, recognizing in semplessità an operative trajectory capable of translating plurality into functional elegance. The arts and educational technologies emerge as simplex mediators, vicarious instruments that foster participation, symbolization, and projectuality, restoring centrality to corporeality and to the relational dimension of learning. From this perspective, the Life Project is not a static document, but an opus aperta, an existential narrative in continuous becoming, where deviations, anticipations, and mediations intertwine along a rhizomatic

path. Semplessità thus appears not only as an epistemological paradigm but also as an ethical and aesthetic habitus, oriented toward conceiving education as ars vitae, capable of sustaining the dignity and self-determination of each individual. [Publisher's text]

Fa parte di

Education Sciences & Society : 2,2025