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Formare psicoterapeuti nell'epoca della complessità : il ruolo dei dispositivi esperienziali mediani e larghi nella formazione analitico-gruppale

2024 - Franco Angeli

136-151 p.

L'articolo esplora il ruolo dei dispositivi esperienziali analitico-gruppali di ampio formato gruppi mediani e Large Group nella formazione alla psicoterapia contemporanea. Muovendo dallo scenario delle società ipermoderne e dalla crisi delle forme tradizionali di trasmissione del sapere clinico, si argomenta come l'epistemologia della complessità e la tradizione analitico-gruppale convergano nel richiedere dispositivi formativi che operino per immersione nell'esperienza e non per accumulo di nozioni. Attraverso la teoria del Large Group (De Maré, Kreeger), il concetto di inconscio sociale (Hopper e Weinberg) e la riflessione sull'estensione della psicoanalisi (Kaës), si sostiene che i formati allargati costituiscano strumenti elettivi per accedere a dimensioni della vita psichica l'inconscio sociale, il campo istituzionale, le dinamiche della cittadinanza non raggiungibili nel piccolo gruppo. L'articolazione tra setting di diverso formato configura un microcosmo formativo nel quale il futuro psicoterapeuta

allena il rapporto tra soggettività, appartenenza e alterità, sviluppando quella postura riflessiva e complessa qui definita "saperci fare" nella clinica contemporanea. [Testo dell'editore]

This paper explores the role of large-format group-analytic experiential devices median groups and Large Groups in contemporary psychotherapy training. Starting from the scenario of hypermodern societies and the crisis of traditional forms of clinical knowledge transmission, it is argued that complexity epistemology and the group-analytic tradition converge in requiring training devices that operate through experiential immersion rather than accumulation of codified knowledge. Drawing on Large Group theory (De Maré, Kreeger), the concept of the social unconscious (Hopper and Weinberg), and Kaës' s reflection on the extension of psychoanalysis, the paper contends that large-format groups are elective instruments for accessing dimensions of psychic life the social unconscious, the institutional field, citizenship dynamics that remain largely unthinkable within the small group. The interplay between different group formats creates a formative microcosm in which future psychotherapists can develop the reflexive

and complex stance here defined as "knowing how to do" in contemporary clinical practice. [Publisher's text]

Fa parte di

Gruppi : nella clinica, nelle istituzioni, nella società : 2, 2024