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Dietro il velo dell'apparire, il doloroso conoscere : la proposta psicoanalitica. Il caso di Eleonora

2025 - Franco Angeli

124-141 p.

Con la proposta freudiana di Inconscio, nonché con la nascita della terapia psicoanalitica, l'uomo scopre una pluridimensionalità di significati rispetto al suo pensare, al suo agire e al suo modo di esprimere il dolore. Il modello di conoscenza e di cura psicoanalitico è specifico, orientato al rimosso, e questa peculiarità ha comportato da sempre l'attivazione di assetti difensivi sia a livello individuale sia a livello socioculturale. Lo scritto propone una riflessione su come una certa forma di sapere può assumere una funzione ingannevole e illusoria a scapito di una conoscenza più intima, complessa e radicata della persona. Attraverso un caso clinico l'autore mette in evidenza come una modalità di conoscere sbilanciata sul piano dell'apparenza e povera sul piano dell'esperienza soggettiva possa favorire una forma di sapere difensiva piuttosto che una visione più articolata dell'essere umano. La conoscenza può venire intaccata e diventare artificiosa, svuotata di senso e di

significato. Anche per questo, il pensiero e la pratica psicoanalitica sono e devono rimanere custodi di una pluralità e di una complessità che, altrimenti, rischiano di assottigliarsi e di essere ridotte a scapito di un sapere utilitaristico e deumanizzante che impoverisce la complessa realtà umana. [Testo dell'editore]

With the Freudian proposal of the Unconscious, as well as with the birth of psychoanalytic therapy, man discovers a multidimensionality of meanings with respect to his thinking, his acting and his way of expressing pain. The psychoanalytic model of knowledge and care is specific, oriented towards the repressed, and this peculiarity has always led to the activation of defensive structures both at an individual and at a sociocultural level. The writing proposes a reflection on how a certain form of knowledge can assume a deceptive and illusory function to the detriment of a more intimate, complex and rooted knowledge of the person. Through a clinical case the author highlights a way of knowing that is unbalanced on the level of appearance and poor on the level of subjective experience. The form of knowledge that emerges is a defensiveresistive expression towards a more articulated vision of the human being. Knowledge can be affected and become artificial, emptied of sense and meaning

For this reason too, psychoanalytic thought and practice are and must remain custodians of a plurality and complexity that, otherwise, risk becoming thinner and reduced at the expense of a utilitarian and dehumanizing knowledge that impoverishes complex human reality. [Publisher's text]

Fa parte di

Psicoterapia psicoanalitica : 2, 2025