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Il metodo della scienza economica e il ruolo dell'economista : il contributo di Ferdinando di Fenizio

2025 - Franco Angeli

259-282 p.

Il saggio analizza il contributo di Ferdinando di Fenizio con particolare riferimento al dibattito sul metodo della scienza economica e ai compiti dell'economista nelle società contemporanee. Dopo aver delineato i principali aspetti della biografia scientifica e professionale del nostro autore, il lavoro si sofferma su tre nuclei tematici: il metodo dell'economia politica, il principio di autonomia della macroeconomia e la rilevanza dei giudizi di valore nella ricerca economica. In ambito metodologico, viene messa in luce la concezione dell'economia quale scienza empirica, basata sulla elaborazione di "ipotesi-guida" e sulla verifica sperimentale delle stesse, in dialogo critico con il pensiero di Oskar Morgenstern e di Karl Popper. Il contributo approfondisce quindi la posizione di di Fenizio a favore dell'autonomia della macroeconomia in contrapposizione alla c.d. "microfondazione" dei fenomeni macroeconomici. Viene sottolineato inoltre il suo riconoscimento della validità euristica della General theory di

J.M. Keynes e in particolare della teoria keynesiana del consumo di breve periodo, in quanto suscettibile di verifica empirica. Infine, il saggio esamina la critica di di Fenizio alla pretesa di neutralità della scienza economica, la sua proposta di una esplicita dichiarazione delle premesse di valore e il suo richiamo alla complessità del ruolo dell'economista contemporaneo quale studioso, docente, advisor e "mediatore di valori". [Testo dell'editore]

This essay examines the contribution of Ferdinando di Fenizio, with particular reference to the debate on the methodology of economics and the role of the economist in contemporary societies. After outlining the principal features of the author's scientific and professional biography, it focuses on three central themes: the method of political economy, the principle of the autonomy of macroeconomics, and the relevance of value judgements in economic research. With regard to methodology, it highlights di Fenizio's view of economics as an empirical science, grounded in the formulation of "guiding hypotheses" and their experimental verification, developed in critical dialogue with the thought of Oskar Morgenstern and Karl Popper. The essay then explores di Fenizio's defence of the autonomy of macroeconomics in opposition to the so-called "microfoundations" of macroeconomic phenomena. It further emphasises his recognition of the heuristic validity of J.M. Keynes' General theory and in particular of the Keynesian

short-run theory of consumption, as it is susceptible of empirical testing. Finally, the essay examines di Fenizio's critique of the alleged value neutrality of economics, his proposal for an explicit declaration of underlying value premises and his emphasis on the complexity of the contemporary economist's role as scholar, teacher, adviser and "mediator of values". [Publisher's text]

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