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Le molteplici forme della genitorialità : dalle ferite nei legami al "margine che cresce" nella relazione tra genitori e figli

2025 - Franco Angeli

61-68 p.

Nel corso degli ultimi dieci anni il lavoro delle Autrici si è concentrato sulla genitorialità, con una particolare attenzione alle esperienze di genitorialità non necessariamente connesse alla generatività biologica. Il lavoro si è rivolto in maniera particolare agli scenari dell'adozione e dell'affido familiare. Tale esperienza, maturata sia nell'ambito professionale privato che all'interno dei centri per le famiglie, ha avuto come prioritario obiettivo quello di sostenere le famiglie nell'accompagnamento di bambini e ragazzi con storie familiari traumatiche, affrontando le difficoltaÌ€ ad esse connesse attraverso percorsi di ri-narrazione e rielaborazione delle origini e delle storie familiari. Questi percorsi sono caratterizzati da complesse dinamiche relazionali, tra appartenenza e separazione, che attraversano i vissuti di bambini, famiglie d'origine e famiglie affidatarie/adottive. L'intervento terapeutico adottato tiene al centro una visione basata sulla complessità relazionale, con un'attenzione ai

bisogni del bambino ma anche a tutti gli intrecci relazionali intorno al bambino, vale a dire la famiglia adottante o affidataria, le famiglie di origine e le loro storie, fino al contesto sociale inevitabilmente coinvolto. L'obiettivo è di mantenere un campo visivo ampio che non si concentri solo sulle mancanze, sui vincoli caratteristici di questa esperienza, ma anche sugli aspetti di possibilità al fine di garantire al figlio l'esperienza identitaria di essere stato generato e di aver fatto esperienza di cura e accudimento. Dall'esperienza professionale maturata le Autrici hanno proposto una modalità di utilizzo del genogramma nell'esperienza adottiva, condotto in modo da intrecciare la storia familiare biologica e adottiva in un contesto di co-costruzione narrativa. Questo strumento si è rivelato utile per favorire la comprensione delle appartenenze multiple e la costruzione di significati condivisi, valorizzando la narrazione adottiva come momento di riconoscimento reciproco e trasformazione. [Testo

dell'editore]

Over the last ten years, the work of the Authors has focused on parenthood, with particular attention to forms of parenthood not necessarily linked to biological generativity. Their professional experience has mainly dealt with adoption and foster care, both in private practice and within family centers. The primary goal has been to support families in accompanying children and adolescents with traumatic family histories, addressing the related difficulties through processes of re-narration and re-elaboration of their origins. These processes are characterized by complex relational dynamics, between belonging and separation, involving children, biological families and foster/adoptive families. The therapeutic intervention adopted is based on relational complexity, focusing on the child's needs as well as on the multiple relational networks around the child, including adoptive or foster families, biological families, and the broader social context. The aim is to keep a wide perspective, not only on lacks and

limitations but also on possibilities, ensuring the child's identity experience of having been generated and cared for. From this professional experience, the Authors developed a specific use of the genogram in adoption, conducted in order to intertwine biological and adoptive family histories within a context of co-constructed narration. This tool proved useful for fostering the understanding of multiple belongings and the construction of shared meanings, enhancing the adoptive narration as a moment of mutual recognition and transformation. [Publisher's Text]

Fa parte di

Rivista di psicoterapia relazionale : 62, 2, 2025