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La giustizia dei traditi : l'attività dei Tribunali provinciali straordinari durante la Rsi (1943-44)

2026 - Franco Angeli

120-146 p.

Dopo la caduta del fascismo e l'armistizio del settembre 1943, la Repubblica sociale italiana cercò di ricostruire un'idea di ordine politico attraverso la giustizia straordinaria, utilizzando come strumenti di epurazione i Tribunali provinciali straordinari. Istituiti con il decreto dell'11 novembre 1943, questi ultimi ebbero il compito di punire i cosiddetti "traditori", una categoria la cui definizione fu soggetta a interpretazioni politiche, personali e opportunistiche. L'analisi della loro attività evidenzia un sistema caratterizzato da profonde contraddizioni: sebbene formalmente impiegati per garantire una giustizia rivoluzionaria, i Tribunali provinciali straordinari si rivelarono spesso strumenti di regolamento di conti interni e di rivalità personali. In queste esperienze locali, quei Tribunali operarono in un contesto di instabilità e strumentalizzazioni, dove la giustizia politica si sovrappose a dinamiche personali e professionali. Attraverso lo studio della documentazione archivistica

disponibile, il presente lavoro ne intende analizzare il ruolo nel progetto politico della Rsi, evidenziando come la loro funzione abbia contribuito non tanto al consolidamento del regime, quanto piuttosto alla sua frammentazione e alla sua incapacità di imporsi come un sistema coeso e disciplinato. [Testo dell'editore]

Following the fall of fascism and the armistice of September 1943, the Italian Social Republic sought to rebuild a political order through extraordinary justice, using the Provincial Extraordinary Tribunals as vehicles for political purges. Established by a decree on 11 November 1943, the courts were tasked with punishing so-called "traitors", a category whose definition was shaped by political, personal, and opportunistic considerations. The analysis of their activities reveals a system marked by deep contradictions. Although formally created to ensure justice, the Provincial Extraordinary Tribunals often functioned as tools for settling internal scores and personal rivalries. Indeed, in local contexts, the Tribunals operated amid instability and instrumentalisation, since political justice overlapped with both personal and professional conflicts. Through the study of the available archival documentation, the article analyses the role of the Provincial Extraordinary Tribunals within the RSI's political

project, highlighting how their function contributed not to the regime's consolidation but rather to its fragmentation and its inability to establish itself as a cohesive and disciplined system. [Publisher's text]

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Italia contemporanea : 310, 1, 2026