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Cosa racconta il Foro Italico? : la biografia culturale di un patrimonio da ridefinire

2024 - Leo S. Olschki

P. 427-444

Frutto del progetto di ricerca Un'eredità scomoda. Il Foro Italico tra passato fascista e patrimonio da vivere, finanziato dalla Sapienza Università di Roma, questo contributo offre una descrizione etnografica degli usi concreti dei luoghi e delle strutture del Foro Italico di Roma, così come vengono praticati da coloro che vivono quotidianamente questi spazi realizzati durante il regime fascista. Seguendo la cornice teorica elaborata da Igor Kopytoff, il Foro Italico emerge come un luogo dalla ‘carriera' complessa e contraddittoria: uno spazio in cui, a causa della debole presenza di una narrazione antifascista sia a livello pratico che discorsivo, coesistono diversi tipi di utilizzo.

Da un lato, si riscontrano usi ‘leggeri', distaccati dalla memoria storica antifascista e dai valori costituzionali, percepiti spesso come elementi scomodi, difficili da integrare nella quotidianità o da associare senza ambiguità alla funzione simbolica del luogo come rappresentazione della nazione italiana; dall'altro lato, si osservano pratiche discriminatorie volte ad attualizzare e consacrare i simboli fascisti ancora presenti nei monumenti dell'area. Questi usi hanno un impatto concreto sulla contemporaneità, in particolare sulle italiane e sugli italiani di origine straniera. [Testo dell'editore]

This paper, developed as part of the research project An Uncomfortable Legacy: The Foro Italico Between Fascist Past and Living Heritage funded by Sapienza University of Rome, presents an ethnographic account of how people engage with the spaces and structures of Rome's Foro Italico in their everyday lives – spaces originally constructed under the Fascist regime. Using Igor Kopytoff's theo-retical approach to the «biography of things», the Foro Italico is portrayed as a site marked by a complex and often contradictory trajectory. In the absence of a strong practical or discursive antifascist narrative, the area hosts a wide range of uses. On one end of the spectrum are everyday ‘light' and ‘entertaining' practices that ignore or sidestep the site's historical baggage and Italian constitutional antifascist values – elements often seen as uncomfortable or difficult to reconcile with the space's symbolic role as a national landmark.

On the other end, however, there are exclusionary practices that aim to reaffirm and revitalize the Fascist symbols still embedded in the site's architecture and monuments. These practices have real consequences today, particularly for Italians of immigrant backgrounds. [Publisher's text]

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Lares : rivista quadrimestrale di studi demo-etno-antropologici : XC, 3, 2024