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Poteri pubblici e privati nel diritto dello Spazio: verso una Compagnia delle Indie oltre la linea di Kármán?

2026 - Franco Angeli

135-148 p.

L'articolo ricostruisce l'evoluzione della partnership pubblico-privato nelle attività spaziali dagli anni Sessanta ad oggi, soffermandosi, in particolare, sul modello statunitense e su quello europeo. Il primo è un modello a trazione privata (ma con una forte connessione tra apparato della difesa e oligopoli privati), che ha puntato molto sulla deregolazione interna, sull'inserimento negli interstizi e nelle lacune della regolazione internazionale, sul conferimento di un elevato margine di azione alle corporations private operanti nelle Big Tech, sulla premialità per la ricerca tecnologica innovativa e dirompente, sulla flessibilità e derogabilità delle regole di concorrenza. Il secondo è invece un modello misto, edificato sul coordinamento e la cooperazione tra internazionale, sovranazionale e nazionale, tra pubblico e privato, tra tecnica e politica, meno dinamica sul piano dell'innovazione e della rapidità di realizzazione, più sensibile ai temi della sostenibilità, più attenta alla regolazione, alla

armonizzazione, alla redistribuzione proporzionata degli investimenti sul tessuto industriale. [Testo dell'editore]

This article reconstructs the evolution of public-private partnerships in space activities from the 1960s to the present day, with a particular focus on US and European models. The former is a largely private-led model (although it receives substantial public funding and is closely connected to the defence apparatus and private oligopolies). This model has focused heavily on internal deregulation, exploiting loopholes and gaps in international regulation. This gives private corporations operating in Big Tech a high degree of freedom, rewards innovative and disruptive technological research and allows flexibility and derogations from competition rules. In contrast, the latter is a mixed model built on coordination, cooperation, and negotiation between international technical bodies, supranational and national legal systems, the public and private sectors, and technology and politics. This model is less dynamic in terms of innovation and speed of implementation. It is also more sensitive to sustainability

issues and more attentive to regulation, harmonisation, and proportionate redistribution of investment across the industrial sector. [Publisher's text]

Fa parte di

Diritto costituzionale : rivista quadrimestrale : 1, 2026