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Può sparire la cultura?

2025 - Leo S. Olschki

P. 164-180

Al centro de L'appiattimento del mondo di Olivier Roy c'è quella nozione di cultura che la nostra disciplina guarda ormai con un certo scetticismo. Il paradosso sta nel fatto che per Roy la cultura starebbe sparendo dal mondo contemporaneo, a vantaggio di un estremo individualismo e di una proliferazione di norme esplicite. Il presente saggio si propone, da un lato, di mettere in discussione la tesi di Roy e, dall'altro, di difendere il concetto di cultura. Sosterrà quindi che utilizzarlo non significhi necessariamente ‘congelare le differenze' in un sistema compatto e statico. E troverà argomenti a sostegno di questa tesi anche in tradizioni di ricerca talvolta considerate 'minori', come quella italiana [Testo dell'editore].

At the heart of Olivier Roy's L'aplatissement du monde is the notion of culture – a concept that anthropology has increasingly viewed with skepticism in recent decades. The paradox is that Roy sees culture as disappearing from contemporary life, replaced by extreme individualism and a proliferation of explicit norms. This essay sets out, on the one hand, to question Roy's thesis and, on the other, to defend the concept of culture. It argues that invoking culture does not necessarily mean ‘freezing differences' into a compact and static system. In support of this view, it also draws on research traditions sometimes seen as 'minor', such as the Italian one [Publisher's Text].

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Lares : rivista quadrimestrale di studi demo-etno-antropologici : XCI, 1, 2025