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I subalterni come interlocutori nell'attivismo di Danilo Dolci e nell'etnografia di Ernesto de Martino

2025 - Leo S. Olschki

P. 70-88

L'articolo evidenzia come Danilo Dolci ed Ernesto de Martino, nel contesto del dopoguerra italiano, abbiano concepito le classi subalterne non come soggetti passivi, ma come interlocutori dotati di agency all'interno di processi di trasformazione sociale. Tale prospettiva epistemologica, radicalmente contrapposta agli attuali approcci economicisti alla povertà, si configura come un paradigma dialogico e paritario, fondato sulla valorizzazione della soggettività popolare. Questo rovesciamento dello sguardo egemonico, eredità critica del fascismo, assume rilevanza politica ed etica nella ricostruzione postbellica, ponendo la lotta contro la povertà come fondamento della democrazia repubblicana. Un tale approccio si rivela di grande attualità per le nostre società segnate da un aumento della povertà parallelamente all'affermarsi di nuove forme di autoritarismo [Testo dell'editore].

The article highlights how Danilo Dolci and Ernesto de Martino, in the context of post-war Italy, conceptualized subaltern classes not as passive subjects, but as interlocutors endowed with agency within processes of social transformation. This epistemological perspective, radically opposed to current economistic approaches to poverty, takes shape as a dialogical and egalitarian paradigm, founded on the valorization of popular subjectivity. This reversal of the hegemonic gaze, a critical legacy of fascism, assumes political and ethical relevance in post-war reconstruction, positing the fight against poverty as the foundation of republican democracy. Such an approach proves highly relevant for our societies, marked by an increase in poverty alongside the rise of new forms of authoritarianism [Publisher's Text].

90346 characters

Fait partie de

Lares : rivista quadrimestrale di studi demo-etno-antropologici : XCI, 1, 2025