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Il linguaggio architettonico dell'isolato urbano di Trinità dei Pellegrini

2025 - Franco Angeli

11-26 p.

L'articolo ricostruisce le complesse stratificazioni urbane dell'isolato romano di Trinità dei Pellegrini, dall'età antica fino all'età moderna, approfondendo in particolare il linguaggio architettonico degli interventi realizzati nel secondo Novecento da Marcello Piacentini e da Emanuele e Gianfranco Caniggia. Attraverso una profonda analisi condotta negli archivi di Roma, vengono ripercorse le vicende politiche ed economiche che portarono alla demolizione e alla successiva ricostruzione dell'antico tessuto urbano. Una specifica attenzione è dedicata alla storia dell'edificio legato alla stanza in cui morì, nel 1849, Goffredo Mameli, ferito nella battaglia del Vascello durante la difesa della Repubblica Romana. La storia dell'isolato è tuttavia assai più antica: sorto su un'insula di epoca imperiale, si sviluppò senza soluzione di continuità dal Medioevo al Rinascimento, consolidandosi in età barocca con l'edificazione dell'Ospizio dei Convalescenti e Pellegrini, costruito accanto alla chiesa della Trinità

dei Pellegrini. Passato al Regno d'Italia nel 1870, il complesso subì un progressivo abbandono. In epoca fascista fu ceduto alla SCI di Romolo Vaselli, che ottenne il permesso di demolire e ricostruire gran parte dell'isolato con la sola eccezione della chiesa e del primo piano del Refettorio Piccolo. Nel dopoguerra, Marcello Piacentini progettò una nuova sistemazione dell'isolato, tuttavia furono realizzati solo due dei suoi edifici, mentre un terzo venne completato da Angelo Di Castro. Successivamente, i terreni furono acquistati dalla famiglia Angeletti, che incaricò Emanuele e Gianfranco Caniggia di completare l'intervento. Dopo numerose varianti progettuali, caratterizzate da differenti scelte linguistiche, essi riuscirono a ottenere l'approvazione comunale e a portare a termine i lavori. L'isolato di Trinità dei Pellegrini appare dunque oggi come un unicum nel cuore di Roma, un frammento di città in cui si sono alternate, senza soluzioni di continuità, eterogenee sperimentazioni

linguistico-architettoniche. [Testo dell'editore]

The article reconstructs the complex urban stratifications of the Roman block of Trinità dei Pellegrini from antiquity to the modern era, with particular attention to the architectural language of the interventions carried out in the second half of the twentieth century by Marcello Piacentini and by Emanuele and Gianfranco Caniggia. Through extensive research conducted in the Roman archives, the study retraces the political and economic circumstances that led to the demolition and subsequent reconstruction of the historic urban fabric. Special attention is devoted to the history of the building associated with the room in which Goffredo Mameli died in 1849, having been wounded at the Battle of the Vascello during the defense of the Roman Republic. The history of the block, however, is far older: originally built on an imperial-era insula, it developed without interruption from the Middle Ages to the Renaissance, becoming further consolidated in the Baroque period with the construction of the Ospizio dei

Convalescenti e Pellegrini, erected next to the church of Trinità dei Pellegrini. Transferred to the Kingdom of Italy in 1870, the complex entered a phase of progressive neglect. Under the Fascist regime it was sold to the SCI company owned by Romolo Vaselli, who obtained permission to demolish and rebuild most of the block, with the sole exception of the church and the first floor of the Refettorio Piccolo. In the postwar period, Marcello Piacentini designed a new plan for the block; however, only two of his buildings were constructed, while a third was completed by Angelo Di Castro. The land was subsequently purchased by the Angeletti family, who commissioned Emanuele and Gianfranco Caniggia to complete the project. After numerous design revisions, they succeeded in obtaining municipal approval and completing the work. Today, the Trinità dei Pellegrini block stands as a unicum in the heart of Rome, a fragment of the city in which heterogeneous architectural and linguistic experiments have succeeded one

another without interruption. [Publisher's text]

Forma parte de

U3 iQuaderni : Journal of urban studies : 30, 2025