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Speaking through the poet's voice : metalepsis in Medea's speech to the daughters of Pelias (Ov. met. VII 332-338)

2025 - Morcelliana

P. 262-271

Il secondo discorso di Medea alle figlie di Pelia contiene echi verbali della descrizione di Ovidio riguardante il ringiovanimento di Esone. Questo articolo sostiene che tali echi segnalano un momento di metalepsi (definita da Genette come una violazione dei livelli narrativi) che ci permette di vedere Medea sia come lettrice sia come voce narrativa implicita nella sua stessa biografia. La presenza narrativa di Medea attira la nostra attenzione sia sulla natura fittizia del poema sia sul suo realismo, mantenendo i lettori in bilico tra il completo assorbimento e il distacco consapevole dalla realtà descritta. L'influenza narrativa di Medea sul narratore epico la trasforma anche in una sorta di Musa pericolosa, le cui bugie apparentemente vere minacciano di corrompere l'integrità dell'episodio [Testo dell'editore].

Medea's second speech to the daughters of Pelias contains verbal echoes of Ovid's description of her rejuvenation of Aeson. This paper argues that these echoes signal an unidentified moment of metalepsis (defined by Gerald Genette as a violation between narrative levels), which allows us to see her either as a reader of or as a narrative voice implicitin her own biography. Medea's narrative presence draws our attention both to the poem's fictional nature and to its realism, keeping readers suspended between complete absorption in and knowing detachment from its described reality. Medea's narrative influence overthe epic narrator also makes her into a dangerous kind of Muse, whose truth-seeming lies threaten to corrupt the integrity of the epic [Publisher's Text].

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Forma parte de

Maia : rivista di letterature classiche : LXXVII, 2, 2025