Articolo PDF (0,3 Mb)
Consultabile solo con Adobe Acrobat Reader (scopri come)

Migration prohibition at the Tunisian Italian border : stratification of sea journeys and (in)visibilisation of migrants

2025 - Franco Angeli

93-118 p.

In recent years, within the context of the socalled European reception crisis, there has been a marked intensification of securitarian approaches to border management, accompanied by a rise in deaths along increasingly treacherous migratory routes. This process unfolds within a scenario of growing migratory turbulence and the escalating exercise of necropolitical violence and its humanitarian justification. The policies implemented by the European Union and third countries to control and contain irregular migration framed within a paradigm that we define as "migration prohibition" have proven ineffective, instead generating ripple effects that are problematic for different actors and spaces. This article presents the findings of a multisited collective ethnography conducted between December 2020 and April 2025 across the Mediterranean space between Italy and Tunisia, along an increasingly externalised border. The ethnographic data, emerging from interconnected research experiences

between the island of Lampedusa and Tunisia, aim to contribute to the ongoing debate on Central Mediterranean migration. The study offers a transnational perspective and proposes a new conceptual framework for understanding current forms of border crossing, cohabitation, and the production of imaginaries within the AfroEuropean maritime space. [Publisher's text]

Negli ultimi anni, nel contesto della cosiddetta "crisi dell'accoglienza" europea, si è assistito a un rafforzamento degli approcci securitari nella gestione dei confini, accompagnato da un aumento delle morti lungo rotte migratorie sempre più impervie, in uno scenario che si inscrive in un quadro di crescente turbolenza migratoria e di intensificazione della violenza necropolitica e della sua giustificazione umanitaria. Le politiche adottate dall'Unione Europea e da Paesi terzi per controllare e contenere le migrazioni irregolari all'interno di un paradigma che definiamo "proibizionismo migratorio" si rivelano inefficaci, ma generano effetti a catena problematici per differenti attori e spazi. L'articolo presenta i risultati di un'etnografia collettiva multisituata condotta tra dicembre 2020 e aprile 2025 nello spazio mediterraneo compreso tra l'Italia e la Tunisia, lungo una frontiera sempre più esternalizzata. I dati etnografici presentati, frutto di esperienze di ricerca

interrelate tra l'isola di Lampedusa e la Tunisia, intendono contribuire al dibattito sulle migrazioni nel Mediterraneo Centrale, offrendo uno sguardo transnazionale e una nuova concettualizzazione delle attuali forme di attraversamento, convivenza e produzione di immaginari nello spazio marittimo afro-europeo. [Testo dell'editore]

Fa parte di

Mondi migranti : 3, 2025