Padre Martini as a musical palaeographer, and the Twelfth-Century Ravenna notation in the Gregorian fragments he collected and studied
P. 7-30
Il saggio considera un aspetto imprescindibile eppure ancora tra i più sconosciuti di Padre Martini, relativo al suo profilo di gregorianista, anche nella veste di paleografo delle notazioni neumatiche, da quelle in campo aperto a quelle su rigo. Nella sua instancabile attività di bibliofilo e collezionista di rarità musicali, il francescano bolognese fu solerte nel recupero e conservazione di libri cantus e carte erratiche liturgico-musicali antichi (principalmente dei secoli XII-XVI), che nella sua biblioteca rientrano oggi tra i codici Q.1-10, in gran parte fascicoli e frammenti monodici di gregoriano. Nelle opere storico-musicali e tra gli appunti/schemi di trascrizioni martiniani (soprattutto nel Q.2,
autentico "taccuino privato [... di] quelle riesumazioni") spuntano retrospettive e restituzioni gregorianistiche coese con l'impostazione gerbertiana e ben condotte - da padre Martini e dai suoi copisti -, che si dimostrarono anticipatrici di una confidenza medievistica con le fonti e i contesti dai carolingi ai recenziori. Il saggio sottolinea l'inconfutabile contributo di tali innovativi sguardi liturgico-paleografici a quella piattaforma della ricerca su cui si sarebbe fatta strada la renaissance solesmense dalla seconda metà dell'Ottocento in avanti. Tanto che nella sua seconda parte, il presente studio contestualizza e svolge un'esegesi di frammenti martiniani ricomposti in sezioni di Messali su notazione ravennate adiastematica, ricondotta a noi su parametri paleografico-semiologici, a riconoscente tributo della funzione precorritrice praticata dal Martini coi suoi esercizi neumatici [Testo dell'editore].
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Informations
Code DOI : 10.82026/12523
ISSN: 2035-6706
DISCIPLINES
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