La tassazione del lavoro e il finanziamento della spesa pubblica in Italia (1960-90)
67-92 p.
Tra il 1970 e il 1990 la spesa pubblica in rapporto al Pil aumentò dal 19,4 al 38,4%, escludendo la spesa per interessi. Nello stesso tempo, la pressione fiscale (erariale e contributiva) passò dal 25,4 al 34,7% del Pil a seguito della nuova imposta progressiva sui redditi introdotta nel 1973. Un'ampia letteratura ha sottolineato come tale aumento delle entrate sia stato principalmente sostenuto dai lavoratori dipendenti. L'articolo contribuisce al dibattito sulla distribuzione del carico fiscale tra redditi da lavoro dipendente e altri tipi di redditi. In primo luogo, ricostruisce il dibattito in ambito economico e istituzionale che giustificò lo spostamento della pressione fiscale sul lavoro, per salvaguardare la capacità di risparmio e di accumulazione di capitale, ritenuta fondamentale per lo sviluppo economico del paese. In secondo luogo, l'articolo offre una nuova ricostruzione quantitativa del carico fiscale sostenuto dal lavoro dipendente e dagli altri redditi, mostrando come lo squilibrio sia stato
soprattutto il prodotto dell'elevata pressione contributiva, che precedeva la riforma del 1973. Quest'ultima ha portato la pressione fiscale sui redditi da lavoro al pari di quella sugli altri redditi, sui quali, però, non pesa il costo del finanziamento del sistema sociale, pur beneficiando delle prestazioni previdenziali. [Testo dell'editore]
Between 1970 and 1990, Italian public expenditure as a percentage of GDP rose from 19.4 to 38.4%, excluding interest expenditure. At the same time, the tax burden (taxes and social security contributions) rose from 25.4 to 34.7% of GDP, following the introduction of a new progressive income tax in 1973. Extensive literature has highlighted how this increase in revenue was mainly borne by employees. This article contributes to the debate on the distribution of the tax burden between income from employment and other types of income. Firstly, it reconstructs the economic and institutional debate that justified shifting the tax burden onto labour to safeguard the capacity for savings and capital accumulation, considered fundamental to the country's economic development. Secondly, the article offers a new quantitative reconstruction of the tax burden borne by employees and by other types of income, showing how the imbalance was mainly the result of high social security contributions prior to the 1973 reform. The
latter aligned the tax burden on labour income with that on other kinds of income, which, however, were not encumbered by the costs of financing the social security system, while still benefiting from social security provisions. [Publisher's text]
Fait partie de
Italia contemporanea : 310, 1, 2026-
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Informations
Code DOI : 10.3280/IC2026-310004
ISSN: 2036-4555
DISCIPLINES
KEYWORDS
- storia economica, tassazione, finanza pubblica, debito pubblico, riforma tributaria, costo del lavoro
- economic history, taxation, public finance, public debt, tax reform, cost of labour
