Figurazione, figurabilità e azione: matrici psichiche della violenza adolescenziale
44-64 p.
A partire dall'analisi del legame tra competenze linguistiche ridotte e condotte antisociali in adolescenza, questo lavoro indaga il ruolo decisivo del fallimento nel processo di figurazione psichica quale snodo centrale nella genesi dell'agito delinquenziale. Quando la funzione figurativa intesa come capacità di dare forma mentale e simbolica all'esperienza risulta compromessa, eventi traumatici non elaborati e non elaborabili lasciano nella psiche delle tracce vuote, lacune rappresentazionali che generano rotture nel senso di integrità e continuità del Sé. In questi casi, l'azione violenta diviene l'unico linguaggio possibile: un'espressione primitiva, alternativa al pensiero, che tenta di arginare il caos interno e di convertire il dolore muto in gesto tangibile. L'autore propone che il rafforzamento delle capacità linguistiche e rappresentative degli adolescenti può rappresentare una via fondamentale per prevenire la devianza e per costruire, specie per i giovani appartenenti alle fasce più deboli della
società, efficaci percorsi di recupero, restituendo ai giovani la possibilità di pensare ciò che per loro non trova parola. [Testo dell'editore]
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Informations
Code DOI : 10.3280/MG2025-001004
ISSN: 1972-5221
DISCIPLINES
KEYWORDS
- low linguistic skills, ipocognizione, figurabilità psichica, passaggio all'atto, crimini giovanili ;.
