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La citisina nel trattamento del disturbo da uso di tabacco : un trattamento efficace e sicuro per il controllo del craving

2025 - Franco Angeli

35-41 p.

Il fumo di tabacco è una delle principali cause di morbilità e mortalità a livello mondiale, e il suo uso cronico è riconosciuto come una vera e propria patologia: il disturbo da uso di tabacco. L'approccio più efficace per smettere di fumare combina il supporto comportamentale con la terapia farmacologica. I farmaci hanno l'obiettivo di agire controllando i sintomi di astinenza ma soprattutto riducendo il craving che rimane il sintomo patognomonico della dipendenza. Lo sviluppo della dipendenza si realizza nel corso di anni in cui i meccanismi neurobiologici cerebrali si modificano cambiando la risposta agli stimoli e modificando i percorsi di memorizzazione. Al pari di altre dipendenze (oppiacei o alcol) il trattamento farmacologico deve permettere un riequilibrio del funzionamento cerebrale per un tempo sufficientemente lungo da permettere il riequilibrio dei circuiti alterati. La citisina rappresenta un'opzione terapeutica di grande interesse e con una storia consolidata nei paesi dell'Est Europa

L'effetto della citisina è quello di un agonista parziale dei recettori nicotinici dell'acetilcolina α4β2. Ciò significa che si lega a questi recettori nel cervello con un'affinità molto alta, li stimola in modo debole, producendo una quantità sufficiente di dopamina per alleviare i sintomi dell'astinenza e il craving, al contempo, blocca il legame della nicotina derivata dal fumo, riducendo o eliminando la sensazione di piacere e gratificazione che il fumatore ottiene dalla sigaretta. A tutt'oggi il comportamento prescrittivo segue schematismi che non possono essere condivisi stante la cronicità della patologia: è indispensabile modificare la visione del trattamento e valutarne l'efficacia su parametri più consoni quali la riduzione del craving e la scomparsa/riduzione dei sintomi di astinenza. [Testo dell'editore]

Tobacco smoking is a leading cause of morbidity and mortality worldwide, and chronic use is recognized as a pathology in its own right: tobacco use disorder.The most effective approach to quitting smoking combines behavioral support with pharmacological therapy. Medications aim to control withdrawal symptoms but, above all, reduce craving, which remains the hallmark of addiction.Addiction develops over years, during which the brain's neurological mechanisms change, altering the response to stimuli and modifying memory pathways.As with other addictions (opiates or alcohol), pharmacological treatment must allow for a sufficiently long period of time to restore balance to the altered circuits.Cytisine represents a highly attractive therapeutic option with a well-established history in Eastern European countries. Cytisine acts as a partial agonist of α4β2 nicotinic acetylcholine receptors. This means that: It binds to these receptors in the brain with a very high affinity, weakly stimulating them, producing

sufficient amounts of dopamine to alleviate withdrawal symptoms and craving. At the same time, it blocks the binding of nicotine derived from smoking, reducing or eliminating the sensation of pleasure and gratification the smoker derives from smoking. To date, prescribing behavior follows patterns that cannot be shared given the chronicity of the disease: it is essential to change the treatment approach and evaluate the effectiveness of treatment based on more appropriate parameters, such as the reduction of craving and the disappearance/reduction of withdrawal symptoms. [Publisher's text]

Fait partie de

Mission : Italian Quarterly Journal of Addiction : XIX, 72 2025