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Making time for the space of appearance : feminist approaches to solidarity and/as co-appearance

2025 - Franco Angeli

205-216 p.

This paper examines the importance of making time for what Hannah Arendt calls the 'space of appearance' to feminist solidarity, considering shared time and space as a scene through which a recognition-based politics of care might flourish. As a way into contributing to discussions about the feminist struggle for time and space it draws from Arendt's distinction between work and labour, and feminist readings of it, to consider the importance of workability to building and sustaining feminist solidarity. It begins by considering the importance of the 'space of appearance' to Arendt's thinking, before sharing some personal reflections on the challenges of making time and space for co-appearance and connection. It then examines the ontological, ethical and political underpinnings of making time and space from a feminist perspective, drawing from Judith Butlers' reading of Arendt in their writing on how vulnerability and/as resistance is materialized in a politics of assembly. Finally, it explores the importance

of recognition of our mutual but socially situated interdependence to the workable lives necessary to realizing feminist solidarity, and a politics of care. [Publisher's text]

Questo articolo indaga l'importanza di trovare il tempo per quello che Hannah Arendt chiama lo "spazio dell'apparenza" per la solidarietà femminista, considerando il tempo e lo spazio condivisi come un contesto attraverso il quale potrebbe fiorire una politica di cura basata sul riconoscimento. Come contributo alle discussioni sulla lotta femminista per il tempo e lo spazio, questo testo si basa sulla distinzione di Arendt tra work e labour, e sulle letture femministe di questa distinzione, per considerare l'importanza della condizione di workability nel costruire e sostenere la solidarietà femminista. Il contributo inizia considerando l'importanza dello "spazio dell'apparenza" nel pensiero di Arendt, prima di condividere alcune riflessioni personali sulle sfide di creare tempo e spazio per la co-apparizione e la connessione. Si interroga poi sui fondamenti ontologici, etici e politici della creazione di tempo e spazio da una prospettiva femminista, attingendo alla lettura di Judith Butler di Arendt nei loro

scritti su come la vulnerabilità e/come resistenza si materializza in una politica di azione collettiva (assembly). Infine, esplora l'importanza del riconoscimento della nostra interdipendenza reciproca, ma socialmente situata, per le vite workable necessarie a realizzare la solidarietà femminista e una politica di cura. [Testo dell'editore]

Fait partie de

Studi organizzativi : XXVII, 2, 2025