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A new gaze on the Mediterranean crossroads : mobilities, frictions and encounters

2025 - Franco Angeli

9-15 p.

This text examines the Mediterranean as a contested space constituted through multiple lines of tension, rather than as a unified entity. Drawing on diverse disciplinary traditions from Braudel's historicalcultural analysis to the Black Mediterranean intersectional approach the issue conceives the Mediterranean as a "boundary object": sufficiently stable to maintain identity, yet malleable enough to assume new meanings across different social worlds. While acknowledging how EU border policies memoranda with Libya and Tunisia, SAR zones redefinitions, hotspots materially reinforce barriers through the racialisation of maritime space, the special issue also highlights how the same context generates encounters and solidarity practices. The articles collected analyse three interconnected dimensions: the material aspects of border assemblages and their role in producing the migrant as "alien" subject; the complex interplay between necropolitical measures and practices of solidarity; and

methodological innovations developed through "seawork" an ethnographic practice engaging with the sea, favouring collective writing and circular analysis, thus unsettling epistemologies inherited from landbased research. [Publisher's text]

Questo testo esamina il Mediterraneo come spazio conteso costituito attraverso molteplici linee di tensione, piuttosto che come unica entità. Attingendo a diverse tradizioni disciplinari dall'analisi storicoculturale di Braudel all'approccio intersezionale del Mediterraneo nero il Mediterraneo viene concepito come "boundary object": sufficientemente stabile da mantenere un'identità, ma abbastanza malleabile da assumere nuovi significati attraverso differenti mondi sociali. Pur riconoscendo come le politiche di confine dell'UE memorandum con Libia e Tunisia, ridefinizioni delle zone SAR, hotspot rafforzino materialmente le barriere attraverso la razzializzazione dello spazio marittimo, il numero speciale evidenzia anche come lo stesso contesto generi pratiche di incontro e solidarietà. Gli articoli raccolti analizzano tre dimensioni interconnesse: gli aspetti materiali degli assemblage di confine e il loro ruolo nella produzione del migrante come soggetto "alieno"; la complessa

interazione tra misure necropolitiche e pratiche di solidarietà; le innovazioni metodologiche sviluppate attraverso il "seawork" una pratica etnografica che si confronta con il mare, privilegiando la scrittura collettiva e l'analisi circolare, destabilizzando così le epistemologie ereditate dalla ricerca terrestre. [Testo dell'editore]

Fait partie de

Mondi migranti : 3, 2025