Decostruire il "sogno" socialista di Tashkent : una prospettiva post coloniale sull'urbanistica sovietica
6-17 p.
Tashkent, odierna capitale dell'Uzbekistan, è stata nel secondo Novecento scenario di un grande progetto dell'Urss, volto a fare della città uzbeca la principale porta verso l'Asia socialista e la vetrina dell'Oriente sovietico. Quarta città dell'Unione Sovietica negli anni Settanta, Tashkent è inoltre la più moderna città asiatica. Il terremoto che la aveva colpita nel 1966 aveva paradossalmente creato l'opportunità grazie al Patto di Fratellanza dei Popoli per mettere in atto programmi politici ben più antichi e risolvere alcune importanti questioni urbane, segno delle politiche imperialiste dei russi e della successiva annessione all'Unione Sovietica. È possibile individuare nel progetto elaborato dal governo centrale per la modernizzazione di Tashkent delle prassi colonialiste? Attraverso una nuova lettura dei piani urbanistici elaborati per la città uzbeca dall'occupazione russa sino al 1966, si vuole mettere in luce le dinamiche e le strategie attraverso cui il governo centrale e
le locali amministrazioni hanno "collaborato" al fine di costruire la grande capitale d'Oriente. [Testo dell'editore]
Tashkent, the presentday capital of Uzbekistan, was in the second half of the twentieth century the stage for a major project of the USSR, which aimed to make it a gateway to socialist Asia and a showcase of the Soviet East. As the fourth city of the Soviet Union, by the 1970s Tashkent had become the most modern city in Asia. The earthquake that struck it in 1966 paradoxically created the opportunity thanks to the People's Friendship Pact to implement much older political programs and address some crucial urban issues, indicative of Russian imperialist policies and subsequent annexation to the Soviet Union. Is it possible to identify colonialist practices in the central government's plan to modernize Tashkent? Through an examination of the urban plans developed for Tashkent from the Russian occupation until 1966, the author aims to highlight the dynamics and strategies through which the central government and local administrations "collaborated" to build the great capital of the East
[Publisher's text]
Forma parte de
CRIOS : critica degli ordinamenti spaziali : 26, 2, 2023-
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Información
Código DOI: 10.3280/CRIOS2023-026002
ISSN: 2531-601X
MATERIAS
KEYWORDS
- storia postcoloniale, pianificazione urbana sovietica, modernismo sovietico
- postcolonial history, soviet urban planning, soviet modernism
