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Neurodivergence and Alterity : denaturalising the Norm

2026 - Franco Angeli

71-84 p.

is a naturalized norm, not simply a natural one. Argument. Starting from this distinction, the paper analyses the process through which functional difference is transformed into deviance and alterity, drawing on Becker's and Lemert's labelling theory: the diagnostic label does not describe, it produces. The issue is not the organic basis of neurodivergent functioning, but who holds the power to define the norm, according to which criteria, and with what effects. By inscribing neurodivergence within the individual biological dimension, clinical discourse conceals the structural and social determinants that construct its effects, turning a question of normative power into a personal problem. Conclusions. Shifting the terms of the discourse from aetiology to normative power is the necessary condition for grasping the political dimension of pathologisation and for restoring to neurodivergent people a subjectivity that processes of alterisation systematically deprive them of. Access to professional support cannot

be conditional upon a systemic blackmail: if you want help, you must accept losing power. [Testo dell'editore]

Scopo. Il contributo propone un' analisi critica dei meccanismi attraverso cui la neurodivergenza viene prodotta come alterità, collocandosi non nel dibattito psichiatrico sull' organicità dei disturbi mentali, ma su un piano distinto: quello del potere normativo e dei suoi effetti sociali, politici e relazionali. Quadro teorico. Il punto di partenza è il concetto di neuronormatività. La neurodivergenza non è una proprietà intrinseca dell' individuo, ma emerge dalla relazione tra un determinato profilo di funzionamento relazionale, cognitivo, sensoriale, comunicativo e un sistema di norme che si presenta come descrizione neutrale e oggettiva della realtà, ma che è storicamente situato e arbitrariamente determinato. Riconoscere che esistono differenze di funzionamento che generano difficoltà reali e intrinseche non contraddice questa posizione. La norma neurologica non è occulta: è dichiarata dalla medicina come parametro descrittivo. Ciò che non viene dichiarato è la sua natura di convenzione storicamente

situata. È una norma naturalizzata, non semplicemente una norma naturale. Argomentazione. A partire da questa distinzione, si analizza il processo attraverso cui la differenza di funzionamento viene trasformata in devianza e alterità, con riferimento alla teoria dell' etichettamento di Becker e Lemert: l' etichetta diagnostica non descrive, produce. La questione non è l' organicità del funzionamento neurodivergente, ma chi detiene il potere di definire la norma, in base a quali criteri e con quali effetti. Iscrivendo la neurodivergenza nel biologico individuale, il discorso clinico occulta le determinanti strutturali e sociali che ne costruiscono gli effetti, trasformando una questione di potere normativo in un problema personale. Conclusioni. Spostare il piano del discorso dall' eziologia al potere normativo è la condizione necessaria per comprendere la dimensione politica della patologizzazione e per restituire alle persone neurodivergenti una soggettività che i processi di alterizzazione sistematicamente

sottraggono. L' accesso al sostegno professionale non può essere condizionato da un ricatto sistemico: se vuoi aiuto, devi accettare di perdere potere. [Testo dell'editore]

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Rivista sperimentale di freniatria : la rivista dei servizi di salute mentale : CL, 2, 2026