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Gli accordi di riconciliazione per i crimini del colonialismo : quale ruolo per le vittime?

2025 - Franco Angeli

831-853 p.

Nel corso degli ultimi quindici anni, tre accordi internazionali sono stati conclusi con l'obiettivo di una riconciliazione per le violenze perpetrate nel periodo coloniale: il patto di amicizia tra Italia e Libia del 2008, l'accordo del 2015 tra Corea e Giappone per risarcire le vittime del sistema giapponese di prostituzione forzata e la dichiarazione congiunta del 2021 tra Germania e Namibia, relativa al genocidio dei popoli Nama e OvaHerero. Questo articolo intende studiare il ruolo che le vittime di quelle violenze (o meglio, i loro discendenti e rappresentanti) hanno svolto nel processo di negoziazione e conclusione di queste intese: la mancata (o limitata) partecipazione delle vittime al processo negoziale sembra infatti all'origine di un sostanziale fallimento di almeno due di questi accordi. Appare dunque interessante domandarsi anche alla luce di alcune recenti prassi statali e prese di posizione di organi delle Nazioni Unite se il c.d. treatymaking power sia ancora una

prerogativa esclusiva degli Stati (ovvero dei governi e, talvolta, dei parlamenti nazionali) o si possa invece immaginare un'evoluzione del diritto internazionale nel senso di rendere vincolante, almeno per determinate tipologie di accordi, il coinvolgimento di alcuni individui o gruppi di individui nel processo di negoziazione e conclusione dei trattati internazionali. [Testo dell'editore]

Over the past fifteen years, three international treaties have addressed the crimes committed during the colonial period: the 2008 Treaty on Friendship, Partnership, and Cooperation between Italy and Libya, the 2015 "Comfort Women" Agreement between Korea and Japan, and the 2021 Joint Declaration between Germany and Namibia concerning the genocide of the Nama and OvaHerero peoples. This paper aims to examine the involvement, or lack thereof, of the victims (or their heirs and representatives) in the negotiation processes of these agreements. The limited participation of victims in treaty negotiations probablly contributed to significant shortcomings in at least two of these cases. Therefore, it is important to investigate whether treatymaking power solely resides with States or if there is a potential role for specific groups of individuals in the treatymaking process. [Publisher's text]

Is part of

Società e storia : 190, 4, 2025