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Libero Lenti : testimone e interprete di un lungo periodo della vita economica italiana

2025 - Franco Angeli

11-38 p.

Per attitudine e per metodo docenti universitari e giornalisti costituiscono due categorie molto diverse. Libero Lenti, che appartenne indubbiamente alla prima, ma fu molto attivo anche nella seconda, seppe abbattere i confini tra le due. Non ebbe mai in mente di dedicarsi davvero al giornalismo, pur considerandolo una palestra idonea a preparare qualsiasi futura attività, soprattutto in campo politico o economico. Vi entrò per caso, perché in esso vide un rifugio, nel quale radunarsi con amici portatori di identiche idee non allineate e dal quale diffondere queste idee al più ampio pubblico possibile. I suoi vent'anni coincisero con gli inizi del regime fascista e degli economisti asserviti al potere. Lenti e i suoi amici, Roberto Tremelloni e Ferdinando di Fenizio in testa, tutti sotto l'egida del loro maestro Luigi Einaudi, iniziarono a smarcarsi pubblicando un quindicinale dal titolo "Borsa", chiuso dopo nemmeno due anni. Fu solo l'inizio di un'avventura che culminò, finita la guerra, con la fondazione

del quotidiano "24 Ore", poi confluito nell'attuale "Sole 24 Ore". L'intento era sempre il medesimo: far uscire la conoscenza dell'economia da un circolo ristretto e contribuire liberamente al dibattito pubblico del Paese. A fianco di questo giornalismo "corsaro" della sua giovinezza, Lenti fu poi chiamato per la sua autorevolezza a svolgerne anche uno più "istituzionale" sulle colonne del "Corriere della Sera", al quale collaborò pubblicando oltre mille editoriali tra il 1946 e il 1972, fino a quando il quotidiano milanese decise di modificare, non senza aspre polemiche, la propria linea editoriale. Si concluse così il ruolo di Lenti nel mondo della stampa. Per tanti anni aveva saputo spiegare una materia ostica come l'economia anche a una platea di lettori ignara delle più elementari nozioni. Il rammarico espressogli con lettere private da molti di loro per l'interruzione di quel filo diretto dimostra una cosa: se anche non aveva mai avuto l'ambizione di essere un giornalista a tutti gli effetti, lo era

ormai diventato di fatto, per meriti acquisiti sul campo. [Testo dell'editore]

University professors and journalists are very different in attitude and working method. Libero Lenti broke down borders between these categories, because he belonged to the first one, but he often worked for the second one. He didn't mean to really dedicate himself to the press, even if he believed press an ideal training activity for every future work in political or economic areas. When he was twenty he began working as a journalist by accident and not by vocation, just because he thought that journalism was the best way to conserve intellectual freedom and to spread non-conformist ideas during fascism regime. The great majority of economists put themselves at the service of the political power; by contrast, Lenti and his friends Roberto Tremelloni and Ferdinando di Fenizio, under the aegis of Luigi Einaudi, founded a fortnightly called "Borsa", that was closed after a couple of years. It was just the first step. After the conclusion of the second world war, that group of friends created a newspaper, "24

Ore", to achieve the same purpose: spreading the knowledge of economics and giving a contribution to the public debate in Italy. In 1946, in addition to this early contribution to journalism, because of its reputation Lenti was called by the most important Italian newspaper, "Corriere della Sera", to write about economic questions for the widest possible audience. That collaboration lasted until 1973, when the editorial orientation of "Corriere della Sera" was changed and many longtime collaborators were replaced. At that moment Lenti ended his journalistic activity. For many years he has been able to explain a difficult subject, economics, even to unschooled readership. Many people wrote private letters to him to express their regret. This shows that Lenti was real, not just an amateur journalist. [Publisher's text]

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Rendiconti dell'Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere : 158, 3, 2025