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Fare (e disfare) il dialogo interreligioso attraverso i linguaggi artistico performativi

2025 - Franco Angeli

215-235 p.

Il contributo descrive un'esperienza di dialogo interreligioso attraverso i linguaggi artistici, collegati ad eventi live pubblici che si svolge a Brescia dal 2016 con la partecipazione di istituzioni e associazioni della società civile (comunità di fede, centri religiosi e culturali, artisti e cittadini). Il ricorso ai linguaggi artisticoperformativi come medium del dialogo interreligioso si richiama al concetto di performance (Schechner, 1988). Obiettivo è dimostrare che il dialogo effettivo risulta dalla mediazione tra gli attori partecipanti e la rete istituzionale e come il suo successo dipenda dalla partecipazione degli attori stessi al processo creativo. Dopo una introduzione teorica sul rapporto artedialogo interreligioso, e sull'approccio sociologico al dialogo, vengono messi in luce i principali elementi del setting creativo che contribuiscono a favorire o ostacolare il dialogo. Nella 1 parte (il "fare") si ricostruiscono le fasi di avviamento del contenitore festival di arti

e culture religiose. Nella 2 parte (il "disfare") si elencano i punti d'arresto nel processo dialogico, gli incidenti interculturali avvenuti a causa di diverse interpretazioni delle forme artistiche e dei vincoli posti da un determinato canone religioso. Nella 3 parte (il "ricomporre") si tratta delle strategie adottate a seguito della presa di coscienza e di una elaborazione collegiale delle vie d'uscita. [Testo dell'editore]

The paper describes an experience of interreligious dialogue through artistic and performative languages, linked to public live events that has been taking place in Brescia since 2016 with the participation of civil society, institutions and associations (faith communities, religious and cultural centers, artists and citizens). The use of artisticperformance languages as a medium of interreligious dialogue harks back to the concept of performance (Schechner, 1988). The goal is to demonstrate that effective dialogue results from mediation between the participating actors and the institutional network and how its success depends on the actors' own participation in the creative process. The main elements of the creative setting that contribute to foster or hinder dialogue are highlighted. Part 1 (the "making") reconstructs the startup stages of the container festival of religious arts and cultures. Part 2 (the "unraveling") lists the setbacks in the dialogical process, the crosscultural

incidents that occurred due to different interpretations of artistic forms and the constraints placed by a particular religious canon. Part 3 (the "recomposing") deals with the strategies adopted as a result of awareness and collective elaboration of ways out. [Publisher's text]

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