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Il Mediterraneo Centrale come campo di battaglia : diario etnografico di un imbarco con la Civil Fleet

2025 - Franco Angeli

119-139 p.

Attraverso la forma del diario etnografico, due voci un ricercatore e un'operatrice sociale imbarcati su due unità della flotta civile nel Mediterraneo Centrale documentano i conflitti attorno al soccorso in mare, la guerra alla mobilità e le pratiche di resistenza, le dinamiche relazionali a bordo e a terra, le interazioni con le autorità, l'essere equipaggio nel mondo del Search and Rescue. Questo contributo vuole restituire la complessità di un contesto segnato da tensioni: tra mobilità e controllo, solidarietà e legalità, protocolli operativi e vissuti individuali. Le due navi della flotta civile, qui ribattezzate Raissa e Despina in omaggio a Italo Calvino, si configurano come spazi eterotopici: spazi liminali in tempi liminali in cui si generano forme inedite di relazione, cura e presenza. Posizionarsi in mare e nel soccorso civile non solo costituisce un osservatorio privilegiato per indagare le trasformazioni delle politiche di frontiera, ma afferma anche il ruolo congiunto di

ricerca e azione nella produzione di sapere in un contesto politico e violento quale il Mediterraneo Centrale. [Testo dell'editore]

Through the format of the ethnographic diary, two voices a researcher and a social worker embarked on two vessels of the civil fleet in the Central Mediterranean document the conflicts surrounding sea rescue, the war on mobility, and practices of resistance. They explore the relational dynamics both on board and on land, interactions with authorities, and what it means to be part of a crew in the world of search and rescue. This contribution seeks to convey the complexity of a context marked by tensions: between mobility and control, solidarity and legality, operational protocols and personal experiences. The two ships of the civil fleet, here renamed Raissa and Despina in homage to Italo Calvino, emerge as heterotopic spaces: liminal places in liminal times where new forms of relationship, care, and presence are generated. Positioning oneself at sea and within civil rescue operations not only offers a privileged vantage point to investigate the evolving landscape of border policies,

but also affirms the joint role of research and action in producing knowledge within the politically charged and violent setting of the Central Mediterranean. [Publisher's text]

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Mondi migranti : 3, 2025