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Da Matelda a Beatrice : i Canti XXVIII e XXXI del Purgatorio : anticipazione per estratto da La divina commedia, tomo II, Purgatorio

2024 - Antenore

69 p.

Includes bibliographical references and index.

Giunto a un traguardo intermedio fondamentale del suo viaggio salvifico, nel punto in cui, abbandonando definitivamente lo spazio del peccato, tra inferno e purgatorio, si prepara all'ultimo tragitto nel regno della beatitudine, Dante indugiando nel paradiso terrestre, sulla vetta del monte della purificazione, si sofferma a riflettere sul percorso fin qui compiuto, che è anche un modo per chiarire al lettore le ragioni che lo hanno indotto a narrarne la storia e i fini che tale narrazione si propone. Certo, l'ambizione di comporre una grande opera letteraria, dalla quale potrà derivargli onore e fama, ma non solo. Viene esplicitata la raccomandazione a lui di narrare fedelmente ciò che ha visto, in pro del mondo che mal vive, che diventa un altro fine essenziale del poema, unitamente a quello, emergente dal contesto, di celebrare la gloria di Beatrice, che si compie con la sua elevazione al ruolo di guida nel percorso fino all'Empireo, sede di Dio e di tutti i beati.

Ma nel nuovo contesto imprevedibilmente acquista rilievo un elemento nuovo: riappare Guido Cavalcanti, occultato dietro un personaggio emblematico del suo mondo poetico ‒ la pasturella ‒, ideato e portato sulla scena letteraria forse proprio in opposizione a Dante, che Dante recupera e accoglie nella Commedia in un ruolo ambiguo e indefinito nella sua reale identità.

Gli ultimi canti del Purgatorio, lo spazio di convergenza e di definitivo chiarimento di questi segnali sparsi nelle prime due cantiche, condotto tuttavia nel consueto modo sfumato, allusivo, anche volutamente sfuggente, se la chiarificazione è diluita in un lungo e complesso tracciato espositivo, con intermezzi che, rendendo meno netto lo scenario, lo rendono meno percettibile, e non è stato infatti còlto dalla esegesi secolare. Se ne offre qui un'anticipazione, distinta dalla presentazione complessiva della cantica, con un accostamento in continuità dei canti XXVIII e XXXI, perché è sembrata utile la proposta di una lettura ravvicinata di due canti cruciali, strettamente collegati nella trasmissione di un messaggio che può sfuggire se trasmesso in quadri particolarmente distanziati. [Testo dell'editore]

Excerpt from the forthcoming La divina commedia by Dante Alighieri (1265-1321) published by Salerno.

E. Malato, emeritus professor at the University Federico II of Naples.

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