Critica di una discutibile Relazione sulle REMS presentata al CSM.
5-23 p.
Il saggio esamina criticamente il Rapporto redatto dalla Commissione mista istituita presso il Consiglio Superiore della Magistratura, incaricata di approfondire le problematiche legate alla magistratura di sorveglianza e all'esecuzione penale (12 novembre 2024) sullo stato attuale delle Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS). Dopo aver ricostruito il percorso storico e legislativo della deistituzionalizzazione psichiatrica in Italia avviato con la legge n. 180/1978 e culminato con la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) tramite la legge n. 81/2014 si evidenzia come alcune proposte contenute nel Rapporto, in particolare l'istituzione di strutture ad alta sicurezza per soggetti ritenuti "inemendabili" e il trasferimento della gestione delle REMS al Ministero della Giustizia, rappresentino una regressione rispetto ai principi costituzionali di tutela della salute e della dignità umana. Tali proposte, radicate in una visione custodialistica e
stigmatizzante della malattia mentale, risultano incompatibili con il principio personalista (art. 2 Cost.) e con la funzione rieducativa della pena (art. 27, c. 3, Cost.), oltre a contraddire la giurisprudenza costituzionale consolidata. Il saggio riafferma la centralità della cura come pratica emancipativa e non meramente terapeutica ispirandosi al pensiero di Franco Basaglia e alla psichiatria antiistituzionale, sottolineando l'inviolabilità del diritto alla salute mentale, anche per coloro che hanno commesso reati. [Testo dell'editore]
This paper critically examines the Report approved by the Joint Commission of the High Council of the Judiciary (November 12, 2024) on the current state of Residences for the Execution of Security Measures. After reconstructing the historical and legislative trajectory of psychiatric deinstitutionalization in Italy initiated by Law n. 180/1978 and culminating in the closure of Judicial Psychiatric Hospitals through Law n. 81/2014 the author highlights how certain proposals in the Report, particularly the establishment of highsecurity facilities for allegedly "unamendable" individuals and the transfer of REMS management to the Ministry of Justice, represent a regression from the constitutional principles of health and human dignity. These proposals, rooted in a custodial and stigmatizing view of mental illness, are incompatible with the personalist principle (Art. 2 Const.) and the rehabilitative function of punishment (art. 27 Const.), and contradict established constitutional
jurisprudence. The essay reaffirms the centrality of care as an emancipatory not merely therapeutic practice, drawing on the thought of Franco Basaglia and antiinstitutional psychiatry, and underscores the inviolability of the right to mental health, even for individuals who have committed criminal offenses. [Publisher's text]
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Cittadinanza europea : XXII, 2, 2025-
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Código DOI: 10.3280/CEU2025-002001
ISSN: 2039-9383
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