Article PDF (0.24 Mb)
Compatible only with Adobe Acrobat Reader (read more)

Persecuzione degli stranieri e nazionalismo economico : la confisca delle proprietà nemiche nell'Europa occidentale dopo la Prima guerra mondiale

2026 - Franco Angeli

94-121 p.

Il saggio esamina gli effetti della persecuzione economica contro i cittadini di nazionalità nemica in particolare tedeschi e austroungarici in Francia, Regno Unito, Italia e Belgio dopo la Prima guerra mondiale. La confisca dei beni appartenenti agli stranieri di nazionalità nemica continuò dopo il 1918 grazie al diritto di liquidazione conferito dai trattati di pace e permise ai paesi vincitori di ridefinire i confini della cittadinanza e di intervenire nella redistribuzione della ricchezza perseguendo una politica ispirata al nazionalismo economico. Uno degli obiettivi fondamentali era anche la ridefinizione dei processi economici globali, attraverso espropri volti a garantire la sicurezza nazionale tramite l'esclusione di soggetti stranieri da alcuni settori strategici. Il saggio considera anche i casi in cui la persecuzione economica venne sospesa o revocata mettendo in risalto come gli stati vincitori usarono la restituzione dei beni come ulteriore strumento di inclusione o assimilazione. [Testo

dell'editore]

The article explores the impact of economic persecution directed against citizens of enemy nationality particularly Germans and AustroHungarians in France, the United Kingdom, Italy, and Belgium following the First World War. The expropriation of foreign nationals from enemy states continued beyond 1918, sustained by the powers of liquidation granted through the peace treaties. The Allied Powers thereby sought to redefine the boundaries of citizenship and to redistribute wealth, pursuing policies driven by economic nationalism. A central objective was also the reconfiguration of global economic processes through confiscations designed to safeguard national security by excluding foreign actors from strategic economic and financial sectors. The essay further examines instances in which economic persecution was suspended or reversed, demonstrating how the victorious states at times used restitution as an instrument of inclusion or assimilation. [Publisher's text]

Is part of

Società e storia : 191, 1, 2026