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Mechanisms of access to slavery in the Canary Islands : military, commercial and demographic dynamics at the end of the Middle Ages

2026 - Tech Science Press

P. 43-76

Questo studio esamina la legittimazione e l'approvvigionamento della popolazione schiavizzata nelle Isole Canarie durante i secoli XV e all'inizio del XVI, nel più ampio contesto dell'espansione atlantica castigliana. La ricerca indi­vidua tre principali vie di accesso alla schiavitù che strutturavano la dinamica del mercato. In primo luogo, la guerra: la conquista delle Isole Canarie e le spedizioni in Berberia e nell'Africa subsahariana costituivano una delle principali fonti di prigionieri, giustificate dal concetto di "guerra giusta" e riflettendo il ruolo dell'arcipelago come territorio di confine della Castiglia contro i regni islamici. In secondo luogo, il commercio si configurava come un altro metodo rilevante per l'ac­quisizione di schiavi, promosso in particolare attraverso operazioni commerciali e riscatti effettuati sul continente africano.

Infine, la riproduzione naturale all'in­terno della popolazione schiavizzata ebbe un impatto limitato, poiché i bassi tassi di fertilità impedivano di mantenere il numero di schiavi esclusivamente tramite la crescita demografica. L'analisi di fonti notarili, battesimali e di altri documenti d'archivio consente di ricostruire dettagliatamente queste dinamiche, mostrando come le Isole Canarie siano diventate un mercato strategico di schiavi nell'Atlantico. Viene sottolineata l' interazione di fattori politici, economici e sociali che sostenevano l'approvvigion­amento di schiavi e i meccanismi di legittimazione che lo supportavano.

Colle­gando la conquista militare, le reti commerciali, i limiti demografici e la giustifica­zione morale, lo studio illustra i complessi processi che hanno plasmato l' istituzione e la consolidazione della schiavitù nell'economia insulare. Di conseguenza, le Isole Canarie esemplificano i meccanismi e le conseguenze dell'espansione castigliana tardo-medievale e l' integrazione delle economie atlantiche emergenti in sistemi di lavoro schiavizzato, creando modelli destinati a riverberarsi in tutto il mondo atlantico [Testo dell'editore].

This study examines the legitimization and supply of the enslaved population in the Canary Islands during the 15th and early 16th centuries, within the broader context of Castilian Atlantic expansion. The research identifies three main avenues of access to slavery that structured the dynamics of the market. First, war: the con­quest of the Canary Islands and expeditions to Berbery and sub-Saharan Africa constituted one of the main sources of captives, justified under the concept of “just war” and reflecting the role of the archipelago as a frontier territory of Castile against the Islamic kingdoms. Second, trade emerged as another important method of obtaining slaves, particularly promoted through commercial operations and ran­som missions carried out on the African continent. Finally, natural reproduction within the enslaved population had a limited impact, as low fertility rates pre­vented maintaining the number of slaves solely through demographic growth.

The analysis of notarial, baptismal, and other archival sources allows a de­tailed reconstruction of these dynamics, showing how the Canary Islands became a strategic slave market in the Atlantic. The interaction of political, economic, and social factors that sustained the supply of enslaved labour and the mechanisms of legitimization that supported it are emphasized. By connecting military conquest, commercial networks, demographic limitations, and moral justification, the study illustrates the complex processes that shaped the establishment and consolidation of slavery in the insular economy. Consequently, the Canary Islands exemplify the mechanisms and consequences of late-medieval Castilian expansion and the inte­gration of emerging Atlantic economies into systems of enslaved labour, establishing patterns that would reverberate throughout the Atlantic world [Publisher's text].

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Nuova rivista storica : CX, 1, 2026