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Book, Dispositivi ottici alle origini del cinema : immaginario scientifico e spettacolo nel 17. e 18. secolo, Zotti Minici, Carlo Alberto, CLUEB
EB
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Dispositivi ottici alle origini del cinema : immaginario scientifico e spettacolo nel 17. e 18. secolo
1998 - CLUEB
ID: 2249967
ISBN: 8849111614
  • Information
    DESCRIPTION

    Una delle problematiche più ampie entro cui questo lavoro si colloca è quella dell'incerta definizione del concetto pre-cinema. Ottica e magia, spettacolo e immaginazione letteraria, viaggi e scoperte non sono che alcuni modelli di una vera e propria cosmologia, iconografica e iconologica, che istituisce una sorta di alfabetizzazione visiva, premessa alla nascita del cinema. All'interno di questo "viaggio" nella visione, elemento-guida è il desiderio di evidenziare il lato spettacolare partendo dagli strumenti ottici e dal loro universo scientifico, per metterli in rapporto al loro utilizzo a cavallo tra scienza e fantastico. Volendo tracciare dei limiti cronologici, che vanno dal XVII al XIX secolo, vengono esaminati quegli aspetti che intendono la visione come processo di ampliamento attraverso confronti, analogie e costruzioni immaginarie che modificano la sfera percettiva degli osservatori, contribuendo a creare le modalità sulle quali si fonda la visione cinematografica. L'esame dei trattati seicenteschi permette di individuare le prime descrizioni di strumenti per la riproduzione di immagini e l'universo culturale entro il quale si sono poi sviluppati, all'interno di pratiche scientifico-spettacolari. Le macchine cifrate di Giovanni da Fontana come le prime descrizioni alla camera oscura di Leonardo, le visioni "attrezzate" di Della Porta e i "deliri ottici" di Kircher e di tutto la schiera di uomini di scienza visionari come Scheiner, Niceron, Schott, Traber o Sturm, che a vario titolo si sono occupati di magia parastatica, descrivendo strani congegni per ottenere immagini, rappresentano il "momento iniziatico" di questa indagine. Sulla possibilità di creazione e riproduzione della meraviglia sembra si giochino i destini della maggior parte degli strumenti presi in considerazione. La fisica sperimentale, che si affermò in Inghilterra agli inizi del XVIII secolo, si avvalse di una molteplicità di strumenti scientifico-dimostrativi, per molti versi riconducibili alle pratiche spettacolari. Tra questi il "mondo nuovo" e la lanterna magica giungono agli inizi del Settecento nelle mani degli ambulanti, diffondendo il "verbo visivo" lungo percorsi che si ramificano fino ai luoghi più lontani e dimenticati, creando un linguaggio internazionale, ampliando e unificando l'immaginario visivo di pubblici diversi e sempre più ampi. Nella scoperta della persistenza dell'immagine retinica ad opera di Joseph Plateau nella "Dissertation sur quelques propriétés des impressions produites par la lumière sur l'organe de la vue" del 1829 si può individuare un limite cronologico che costituisce il punto di demarcazione tra le ricerche sei e settecentesche e il progressivo sviluppo di congegni meccanici sempre più sofisticati che, in seguito all'invenzione della fotografia, permetteranno di mettere a punto la macchina da ripresa e da proiezione cinematografica. Questo lavoro è il risultato delle ricerche svolte per il Dottorato in Discipline dello Spettacolo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Bologna, coordinatore prof. Claudio Meldolesi, relatori prof. Gian Piero Brunetta e prof. Antonio Costa conseguito nel 1993. [Testo dell'editore]

    ix, 189 p., [10] leaves of plates : ill.

    NOTE
    • Includes bibliographical references.
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