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Misure coercitive e poteri del giudice

2025 - Pacini Editore

xii, 279 p.

Le modifiche apportate all'art. 614-bis c.p.c. si inquadrano tra gli interventiave}u interessanti e controversi della riforma Cartabia. La novità di assolutovo è rappresentata dall'attribuzione del potere di astreinte al giudiceesecuzione. La presenza dell'organo esecutivo sulla scena delle misureitive rilancia la querelle sulla natura del rimedio e ne suggerisceilettura volta a ricercare soluzioni nuove ai problemi interpretativia sempre rendono vischiosa la disciplina. La varietà di posizioni registratettrina impone di rivedere i termini del dibattito e di individuarequadramento in grado di assicurare l'equilibrio fra tutte le proiezionissuali dell'istituto, non solo nel circuito del giudizio di cognizione, nella sede esecutiva, in quella cautelare e in arbitrato. Ma non èa l'unica sfida della nuova astreinte. L'art. 614-bis c.p.c. presenta difettistruzione che rendono complessa la rilettura del fenomeno. Lasizione non delimita il confine tra la competenza dei giudici dellazione e dell'esecuzione, non

definisce l'accertamento condotto innte esecutivo, mette in ombra il giudice della cautela e non risolveestione relativa alla compatibilità delle astreintes in arbitrato. Almpo ripropone i limiti dell'intelaiatura originaria e conferma il paradigmaautoliquidazione, pregiudicando la prospettiva dell'esecuzione-border. L'opera intende affrontare questi aspetti nel tentativo dilvere le opacità che si addensano attorno alla norma e di mettere ino i profili che necessitano di una più attenta rimeditazione. [Testo dell'editore]

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