La strumentalizzazione del passato nella costruzione di narrazioni nazionalistiche
112 p.
Includes bibliographical references.
Il presente lavoro esamina il complesso rapporto che lega l'archeologia al nazionalismo, trattando nello specifico il modo in cui i dati archeologici, opportunamente selezionati e manipolati, rappresentino un valido strumento nella costruzione e nella legittimazione di narrazioni nazionalistiche. Lo studio approfondisce la dimensione socio-politica connaturata alla disciplina archeologica, mostrando come il passato venga socialmente costruito, nella piena adesione a una prospettiva di matrice socio-costruttivista. Dopo aver presentato il fenomeno del nazionalismo e la sua multiforme evoluzione storica, si discutono i tratti propri di un'archeologia definibile nazionalista, entrando così nel pieno del tema della ricerca: l'uso politico del passato nei contesti nazionalisti.
Si analizza lo stretto intreccio tra i concetti di passato, identità, memoria e potere, evidenziando il modo in cui il passato e la memoria svolgano un ruolo di primo piano nei processi di costruzione identitaria e in quelli di legittimazione del potere. Le riflessioni proposte sono corredate dall'analisi di tre casi studio pertinenti all'area balcanica, funzionali a illustrare il modo in cui i nazionalismi si servano dei dati archeologici per sostenere rivendicazioni politiche e territoriali. La conclusione dell'elaborato sottolinea l'importanza rivestita dalla riflessione teoretica nella maturazione di un approccio critico e riflessivo allo studio del passato. La riflessione teoretica promuove il riconoscimento delle istanze socio-politiche che permeano le ricerche di molti studiosi, favorendo l'assunzione di responsabilità etiche e professionali nei confronti della conoscenza prodotta, e del modo in cui tale conoscenza viene fruita dalla comunità. [Testo dell'editore]
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ISBN: 9788892854444
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