Pie volontà e "trust" : tutela senza contrasti nelle disposizioni di ultima volontà a favore della Chiesa
xvi, 280 p.
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Cos'è il fine pio e come tutelarlo: l'autore parte dalla vicenda delle confidenze, un tempo nel quale i modelli risolutivi delle istanze fondamentali della vita sociale erano i principia quali strumenti per risolvere i contrasti della vita sociale, e intende farvi trovare origine la vicenda giuridica del trust, indicandone i possibili sviluppi anche nella tutela dei beni ecclesiastici. Così evidenzia che il genus delle fondazioni fiduciarie di culto, come inserite nell'ordinamento canonistico, ha caratteristiche simili a quello che fu definito "a pious trust" per il perseguimento di fini ecclesiali.
E così il trust si rivela strumento moderno per rendere operative nel mondo secolare le fondazioni fiduciarie di matrice canonistica, (ri)trovandovi una duttile figura di "ecclesiastical trust" adatta alla tutela e alla corretta gestione dei beni della Chiesa, sulla base di un programma d'altruismo che ben esprime la condotta cui mirano il trustee e l'amministratore del patrimonio ecclesiastico [Testo dell'editore].
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